L’alimentazione nella prima infanzia

frutta-nello-svezzamento

L’alimentazione è un momento molto importante della vita dei bambini poichè rappresenta uno scambio interattivo con il genitore che è alla base della relazionalità emergente (Stern, 1985): il pasto costituisce una situazione giornaliera che deve essere negoziata e che consente al bambino di esercitare la sua autonomia crescente (Stein, Woolley, & McPherson, 1999). Durante l’allattamento, in particolare, i due partner creano un ritmo condiviso: quando il bambino è attivo e succhia, la madre riduce la sua interazione, osserva e sostiene la suzione del figlio; quando invece il bambino ha una pausa nella suzione, allora la madre diventa più attiva, parla, lo accarezza, gli sorride (Kaye, 1982). Questa alternanza dei turni (turn taking) rappresenta la prima forma di dialogo che influenzerà successivamente i ritmi del dialogo verbale e dell’interazione sociale. I ritmi psicologici nell’alimentazione cambiano nel corso del tempo, in particolare contestualmente all’avvio dello svezzamento che richiede una nuova capacità di negoziazione fra la madre e il bambino: quest’ultimo ha raggiunto nuove capacità motorie e cognitive che lo rendono molto più attivo e capace di prendere iniziative; nel pasto, questo può dare luogo a comportamenti quali sputare il cibo, tenerlo in bocca, o serrare le labbra.

La capacità della madre di negoziare tra le spinte evolutive del bambino e i suoi stati mentali interni permette il riconoscimento dei segnali e dei bisogni del figlio e la loro accettazione: l’esperienza di negoziazione e di risoluzione del conflitto è importante in una età (12-18 mesi) in cui le risposte sociali, ostili ed aggressive iniziano ad emergere (Stein et al., 1999). Lo svezzamento inoltre è un momento molto delicato perchè, a partire dalla seconda metà del primo anno di vita, il passaggio dalla dieta esclusiva a base di latte, che non è più sufficiente, alla ingestione di nuove ed eterogenee sostanze alimentari della tipica dieta degli onnivori, potrebbe essere “rischioso”: molti nuovi cibi potrebbero non essere immediatamente accettati. Questi effetti sembrano essere mediati da precedenti modalità alimentari: bambini alimentati al seno sembrano accettare più prontamente nuovi cibi rispetto a bambini alimentati con latte in formula (Sullivan & Birch, 1994).

Chatoor (2008) descrive il processo di regolazione autonoma interna dell’alimentazione che caratterizza i primi tre anni di vita e che consente al bambino di acquisire progressivamente una maggiore consapevolezza dei suoi segnali interni di fame e di sazietà e di comunicarli al caregiver in maniera sempre più efficace. Tale processo si snoda attraverso tre fasi: la prima è caratterizzata dal raggiungimento dell’omeostasi, tra i due e i quattro mesi, in cui il compito evolutivo consiste nel raggiungere e mantenere uno stato di calma vigile necessario per alimentarsi in maniera efficace; difficoltà in questa fase si presentano quando il bambino o è troppo assonnato o è troppo irritabile e il genitore non riesce ad adattare le sue risposte in maniera appropriata. La seconda fase, dopo i quattro mesi, è caratterizzata dal raggiungimento della reciprocità diadica, per cui le interazioni bambino-caregiver si fanno più ricche e complesse, il bambino inizia a comunicare con maggiore intenzionalità e chiarezza la fame e la sazietà attraverso vocalizzi, segnali del corpo, e gli scambi alimentari diventano un processo mutualmente regolato. Infine la terza fase, tra i sei mesi e i tre anni, segna la progressiva acquisizione della regolazione autonoma dell’alimentazione che si accompagna ai processi di separazione e individuazione dalle figure di attaccamento: il bambino acquisisce la consapevolezza dei segnali fisiologici della fame e della sazietà distinguendoli dagli stati emotivi.

Le preferenze alimentari dei bambini derivano dalla quantità e dalla qualità di cibo cui il bambino è esposto: accetterà alcuni cibi e ne rifiuterà altri sulla base delle esperienze alimentari precoci. Le conseguenze fisiologiche, positive o negative, associate con l’esperienza alimentare hanno una forte influenza sulle preferenze alimentari: un malessere successivo all’ingestione di un nuovo cibo costituirà una possibile avversione condizionata per quel cibo mentre un senso piacevole di sazietà sarà un rinforzo positivo appreso (Birch, 1999). In questo pocesso di apprendimento, le pratiche alimentari genitoriali giocano un ruolo chiave. I genitori infatti scelgono i cibi da proporre, quali cibi sono proibiti, quando e dove mangiare: esiste una associazione tra l’intake nutrizionale dei genitori e l’intake nutrizionale dei figli già a partire dai sei mesi di età del bambino (Hart, Raynor, Jelalian, & Drotar, 2010). Inoltre, i genitori possono esercitare pratiche alimentari controllanti che includono la restrizione rispetto alla quantità di cibo e la pressione a mangiare di più: l’uso del controllo ha effetti negativi in quanto può determinare l’acquisizione di una regolazione alimentare che si baserà sui segnali esterni (pulire il piatto, ricompensa) anzichè sui segnali interni di fame e di sazietà (Birch, Fisher, Grimm-Thomas, Markey, Sawyer, & Johnson, 2001; Johannsen, Johannsen, & Specker, 2006).

Oltre a questi aspetti, vari studi hanno rilevato che il temperamento del bambino ha un ruolo molto importante nell’alimentazione: differenze individuali a livello temperamentale potrebbero spiegare perchè alcuni bambini ma non altri sono a rischio per il sovrappeso o per problemi alimentari di vario tipo, perchè alcuni bambini hanno una migliore relazione emotiva con il cibo rispetto ad altri, perchè i genitori usano specifiche pratiche alimentari con i figli (Haycraft, Farrow,Meyer, Powell, & Blissett, 2011). Dunque, l’alimentazione normale dipende dall’integrazione funzionale di un ampio range di funzioni fisiche e relazioni interpersonali durante lo sviluppo precoce, mentre difficoltà in uno o più di questi sistemi può dar luogo ad un problema alimentare (Bryant-Waugh, Markham, Kreipe, Walsh, 2010).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...