Ossessione e compulsione


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Secondo la classificazione del DSM-IV TR, il disturbo ossessivo compulsivo (conosciuto anche come DOC o OCD in inglese), è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.

È un disturbo che può presentarsi sia nell’infanzia che nell’età adulta, anche se l’incidenza massima la si ha tra i 15 e i 25 anni. Colpisce circa il 2-2,5% della popolazione generale: significa che su 100 neonati, 2 o 3 svilupperanno nell’arco della propria vita il disturbo. In Italia, sono circa 800.000 le persone colpite da DOC.

È un disturbo che si cronicizza, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava fino a compromettere il funzionamento in diverse aree di vita. Raramente è episodico e seguito da una remissione completa dei sintomi.

Il soggetto si sente spesso obbligato ad agire o pensare nel modo sintomatico e per questo cerca di contrapporsi e di resistere. Nonostante cerchi di contrastare e nascondere le sue azioni o i suoi pensieri, questo sforzo non lo aiuta affatto a modificare il proprio comportamento.

Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato da pensieri, immagini o impulsi ricorrenti che innescano ansia e “obbligano” la persona ad attuare azioni ripetitive materiali o mentali. Talvolta vengono dette anche erroneamente manie o fissazioni. Almeno l’80% dei pazienti ossessivi ha ossessioni e compulsioni, meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni.

Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi intrusivi e ripetitivi, percepiti come incontrollabili da chi li sperimenta. Tali idee sono sentite come disturbanti e solitamente giudicate come infondate o eccessive. Coloro che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo possono temere oltremodo lo sporco, i germi e/o le sostanze disgustose; possono essere terrorizzati di procurare inavvertitamente danni a sé o ad altri (di qualunque natura: di salute, economici, emotivi, ecc.), di poter perdere il controllo dei propri impulsi diventando aggressivi, perversi, autolesivi, ecc.; Possono avere dubbi persistenti rispetto al sentimento che nutrono verso il partner o rispetto al proprio orientamento sessuale, anche se solitamente riconoscono che tutto ciò non è giustificato. Le ossessioni del disturbo ossessivo-compulsivo attivano emozioni sgradevoli e molto intense, quali paura, disgusto, colpa, con il conseguente bisogno di fare il possibile per rassicurarsi e gestire il proprio disagio.

Le compulsioni tipiche del disturbo ossessivo compulsivo, dette anche cerimoniali o rituali, sono comportamenti ripetitivi (come controllare, lavare/lavarsi, ordinare, ecc.) o azioni mentali (pregare, ripetere formule, contare) finalizzati a contenere il disagio emotivo provocato dai pensieri e dagli impulsi che caratterizzano le ossessioni sopra descritte. Le compulsioni diventano facilmente rigide regole di comportamento e sono decisamente eccessive, talvolta bizzarre agli occhi degli osservatori.

Spesso nell’ossessivo compulsivo c’è un diretto legame tra la pulizia fisica e la pulizia morale dovuta ad una sensazione interna di sporco definito “effetto Lady Macbeth”; chiamato così in riferimento alla famosa tragedia di Shakespeare, in cui Lady Macbeth è complice dell’omicidio di Re Duncan di Scozia  e cerca disperatamente di lavare la macchia di sangue immaginaria che rappresenta i suoi sensi di colpa.

Prendendo come esempio un film conosciuto “The Aviator” voglio introdurvi una scena evocativa dove troviamo un Howard Hughes di nove anni, nudo, che viene lavato accuratamente dalla madre con un sapone nero, mentre lo mette in guardia dalle conseguenze del colera e del tifo, che nel 1913 avevano colpito la loro cittadina, Houston. Questa giovane donna, probabilmente anch’essa con disturbo ossessivo compulsivo, lascerà un segno indelebile nel figlio, che si ritroverà, adulto, nuovamente nudo a combattere con le ossessioni che sono entrate nella sua pelle come la schiuma di quel sapone da cui non saprà mai separarsi. “Tu non sei al sicuro mai” è una frase materna che ritornerà spesso nella mente di Hughes.

Howard ha un disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione, una paura patologica dello sporco e dei germi. Viene detta anche misofobia, rupofobia o germofobia.

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