La sedia della riflessione, la sedia calmante e il Time Out! Cosa funziona?

“La prima idea che il bambino deve apprendere, per poter essere attivamente disciplinato, è quella della differenza tra bene e male; e il compito dell’educatore sta nell’accertarsi che il bambino non confonda il bene con l’immobilità e il male con l’attività”

Maria Montessori

 

Prendendo spunto dal pensiero Montessoriano 

Rimproverare i bambini è un concetto molto forte e diffuso come dare una punizione o mettere in castigo un bambino per un comportamento sbagliato. Spesso i genitori utilizzano questa modalità in maniera automatica.  Maria Montessori (1870-1952) riteneva che fosse sbagliato far associare un comportamento sbagliato del bambino ad un castigo.

 

Un bambino si comporta male

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Quando un bambino si comporta male prima di pensare di dare un rimprovero bisogna capire quantomeno perché ha reagito in quel determinato modo, qual’ è stata la causa scatenante e solo in un secondo momento intervenire, senza far passare chissà quanto tempo.

La diversità di ogni bambino

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I bambini sono tutti diversi tra loro e tutti con una loro personalissima sensibilità e modalità di reazione alle situazioni. Solitamente, all’interno del Nido, la possibilità che si verifichi una situazione di contesa è rara ma possibile. Un bambino che commette uno sbaglio ad esempio prendendo un gioco non suo, viene accusato da qualche compagno che spesso piange o urla, l’educatrice accortasi di tale gesto cerca di riequilibrare la situazione facendogli capire che c’è una motivazione a tale reazione in tutti e due i bambini. Quando la situazione di pianto degenera l’educatrice parla al bambino si mette di fronte a lui seduta o in ginocchio l’importante che i visi siano uno di fronte all’altro, in un luogo più tranquillo (il tappetone o le sedioline) gli spiega dolcemente che determinate cose non si dovrebbero fare motivando la spiegazione, si invita il bambino a fare un bel sorriso perché a tutti può succedere di sbagliare. Spesso accade che il bambino sia troppo agitato e che quindi si chieda un “Time Out”, “calmati e poi torni a giocare”. Tale modalità permette di suggerire al bambino di allontanarsi fisicamente o emotivamente per una pausa dalla situazione, lasciandogli decidere quando è calmo abbastanza per iniziare a risolvere l’accaduto, con il  supporto dell’adulto.

L’adulto aiuta il bambino a calmarsi, nel rispetto del suo stile di apprendimento, mentre gli consente di esprimere le sue emozioni: si può abbracciare un pupazzo, farsi strofinare le mani o le spalle dall’adulto, respirare profondamente, parlare con lui e rassicurandoli, abbracciandolo.

Aiutare il bambino

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Questo comportamento permette all’adulto di porsi in una prospettiva diversa, gli permette di mettersi in gioco, rimanere con il bambino, guardarlo negli occhi, accogliere le sue reazioni, tentare di raccontare ciò che vede per una migliore comprensione dell’esperienza emozionale del bambino. Il bambino è così in grado di sentire comunque l’errore, ma anche di essere accolto, aiutato, compreso, amato. Questa è la grande differenza nell’educare aiutando, favorendo la sua autostima, il suo stato emotivo, la sua capacità di comprendere le situazioni e di sapersi comportare in modo socialmente accettabile e capire la giusta modalità di affrontare i suoi errori e quelli degli altri.

La sedia della riflessione

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Davanti ai capricci di un bambino, spesso si tende a farlo sedere e farlo riflettere sul suo comportamento.

Spesso viene usata la cosiddetta “sedia della riflessione” l’obiettivo è di lasciare al bambino dopo che ha sbagliato del tempo perché possa riflettere sul suo comportamento e perché possa prendere in considerazione di fare le sue scuse e di portare una soluzione da lui trovata durante l’attesa. Questa modalità è spesso inutile con bambini molto piccoli dai 0 a 6-7 anni poiché il bambino non ha le capacità logiche e razionali di ragionare e riflettere razionalmente sull’accaduto.

A quest’età non è ancora capace di interrompere un comportamento e attivarne uno nuovo, ha bisogno di sperimentare la ripetizione per crescere. Anche quando capisce che non deve fare una determinata cosa, continua a ripetere quel comportamento, è una fase di sviluppo.

Giocare, sbagliare e calmarsi: la sedia calmante!

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Utilizzare il Time Out è ottimale quando il comportamento è eccessivo e allora bisogna avere un momento in cui è possibile fermarsi, se serve parlare, piangere o farsi consolare. Si esce dal gioco per un attimo, ci si calma e si rientra.

Spesso la parola “riflettere” viene usata in maniera impropria. Per un bambino “star seduto in silenzio su una sedia” e “riflettere” assumono lo stesso significato e al termine “riflessione” viene associato con un sentimento negativo.

Invece “riflettere” nel caso di “calmarsi” permette al bambino che è agitato di avere un momento per allentare la tensione, calmarsi e poi dopo la spiegazione dell’adulto tornare a giocare.

Parlare e spiegare con calma il motivo di un comportamento sbagliato, saranno le modalità alla base di un atteggiamento positivo dell’educare e dell’imparare.

LINK AL METODO MONTESSORI

Maria Montessori: Uno sguardo diverso sull’infanzia

 

 

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