SQUID GAME – Pericolo Emulazione adolescenti –

Squid Game è la nuova serie TV sudcoreana di successo mondiale scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk, composta da nove episodi.

E’ stata interamente pubblicata sulla piattaforma di streaming Netflix  il 17 settembre 2021 ed è diventata soprattutto un caso oggetto di polemiche e allarmi da parte delle istituzioni.

Dalla contea di Bedfordshire in Inghilterra, al Belgio, fino in Italia, Piemonte, Cremona, Roma la serie ha cominciato a spopolare e ad essere vista anche da un numero sempre maggiore di adolescenti e bambini delle elementari.

La serie TV è già vietata ai minori di 14 anni, come ben visibile anche dalla sua pagina sulla piattaforma di streaming, ma il timore di insegnanti e genitori, è che qualche adolescente riesca comunque a vederla approfittando del mancato blocco della tv.

La trama della serie tv è un gioco mortale cui partecipano centinaia di persone con problemi finanziari, che accettano uno strano invito a una competizione fatta di giochi per bambini come ‘1,2,3 stella’, ma dove chi perde muore. 

A dare l’allarme sono stati alcuni genitori ed insegnanti che hanno visto giocare i propri bambini in cortile a un due tre stella in una nuova versione: chi perde viene eliminato con il gesto dello sparo o lo si prende schiaffi, o addirittura si esce dal gruppo whatsapp in segno di eliminazione. Nella serie, si viene uccisi.

Il grande problema è che l’emulazione possa allargarsi, è importante che i più piccoli non vedano Squid Game. Il problema in queste ore starebbe anche riguardando l’Italia, con diverse associazioni di genitori che chiedono maggiori controlli.

C’è stato un aumento negli ultimi giorni della percentuale di bambini e adolescenti invischiati in competizioni violente ispirate a Squid Game.

I bambini imparano molto per imitazione soprattutto da coetanei e adulti. I personaggi vincenti, che hanno un potere sugli altri, attirano molto la loro attenzione, perché essi si percepiscono in una posizione di inferiorità rispetto agli adulti. Si percepiscono inferiori perchè ancora devono imparare dalla vita e cercano di farsi vedere, cercando di vincere per attirare l’attenzione e per ottenere privilegi. Non si deve vincere, eliminando qualcuno e non provando pietà.

Un adolescente può essere imprudente perché sottovaluta il rischio, ma può anche esserlo perché sopravaluta la ricompensa che dal rischio può derivare, come mostrare il proprio coraggio, essere ammirato dagli amici, avere il loro consenso e il loro rispetto. Questo rispetto però deve essere conquistato lealmente attraverso il gioco sano e non un gioco alla sopravvivenza, dove chi muore non è degno neache di un riconoscimento.

I 6 giochi della serie tv sono:

-Semaforo rosso, semaforo verde: si tratta di quello che comunemente chiamiamo ‘Un, due, tre… stella

Favi di zucchero: il più famoso gioco del Ppogi ogni concorrente ha un barattolo di latta circolare, con al suo interno un pezzo di zucchero, una caramella che mangiano i bambini coreani tra una partita e l’altra al parco.

Tug-of-War: si tratta del gioco che per noi è il tiro alla fune, il Juldarigi che si pratica con corde grosse e la squadra che vince assegna prosperità al villaggio.

Marmi: è il gioco delle biglie. 

Glass Stepping Stone: ci sono due ponti, uno con il vetro temperato e uno con il vetro normale. 

Squid Game: gioco di strada tipico dei bambini della Corea del Sud, i partecipanti sono divisi in difesa e attacco, è il classico gioco del calamaro.

Nella realtà, quando si gioca, si simula, c’è finzione, si può tornare indietro, imparare lealmente e ripartire. In Squid Game, invece, le conseguenze per chi sbaglia, per chi perde, per chi non rispetta le regole non hanno niente a che vedere con l’infanzia, non sono minimamente adatte e adeguate per gli adolescenti, perchè chi sbaglia muore brutalmente e basta.

La violenza attira, mette in circolazione adrenalina, suscita emozioni forti, questo è il motivo per cui la violenza può avere la meglio sulla paura e anche sul senso di pietà nei confronti delle vittime.

Sqid Game è una serie tv che deve essere vista da un pubblico maturo e capace di discernere la finzione dalla realtà.

La Corea del Sud è il paese del mondo in cui gli e-sports sono più diffusi e importanti, uno dei pochi paesi ad avere una propria nazionale di videogiochi e che domina in quasi tutte le competizioni. Quindi non solo il gioco è una componente importante della società, ma proprio il videogioco è una delle attività più in crescita, diffusa e guardata.

La notizia finale è che Squid Game forse diventerà anche un videogioco

Qual è l’età giusta per iscrivere il bimbo al nido?

ASILO NIDO, DA CHE ETÀ?

Solitamente un nido si divide in tre sezioni:

  •  LATTANTI (0-12 mesi)
  •  SEMIDIVEZZI (12-24 mesi)
  •  DIVEZZI (24-36 mesi).

Non esiste un’età precisa per iscrivere i bimbi al nido, L’ideale sarebbe poter tenere a casa il bambino fino a 18 mesi. Dopo l’anno e mezzo di età, infatti, i bambini si adattano più facilmente alle novità, riescono a socializzare meglio e ad apprezzare la vita e i giochi insieme ai coetanei. 

Quale che sia la modalità più corretta da intraprendere per un buon inserimento è definita dalle competenze e dalla professionalità di chi le applica.



Fondamentale è rispettare il benessere del bambino e accogliere tutte le emozioni che presenta.

Le attività, oltre a stimolare lo sviluppo senso-motorio del bambino, favoriscono lo sviluppo delle seguenti capacità:

  • Logico-pratiche (manipolazione di pongo, plastilina, carta, stoffa, carta crespa)
  •  Logico-sensoriali (giochi di classificazione a riordinare oggetti per grandezza, forma e colore)
  •  Espressive (canzoncine abbinate a movimenti, strumenti musicali, colori a cera, a dita e tempere)
  • Affettive (bambole, peluche, piatti, tazzine e pentole di plastica)

È importante che il bambino sia pronto a questo passaggio. Già dai giorni prima dell’inserimento è bene che gli si parli del fatto che andrà all’asilo e raccontargli che cosa farà, dicendogli che ci saranno altri bambini con cui potrà giocare e descrivergli l’ambiente in cui sarà inserito.

I bambini, soprattutto se piccoli, comunicano con il pianto. Bisogna comunicare a loro che per il momento stare all’asilo è faticoso, ma che poi staranno bene. Un inserimento difficile all’asilo può comportare anche un rifiuto del cibo da parte del bambino. La strategia migliore è quella di lasciare stare il bambino, che sicuramente riprenderà a mangiare normalmente quando sarà più sereno. Se invece non dorme, meno saremo preoccupati noi, più il bimbo avrà la possibilità di stare bene e riprendere la sua normale routine. Il sonno è una vera e propria esperienza di separazione.

 Ci sono poi quei piccoli che manifestano la tensione dell’inserimento con un’eccessiva agitazione, irrequietezza manifestando addirittura atteggiamenti ipercinetici per un certo periodo. Dobbiamo comunque leggere questi comportamenti come l’espressione di un disagio che comunque accompagna qualsiasi adattamento ad uno nuova situazione: ogni bambino ha i suoi tempi e le sue modalità di reazione e difesa.

Importantissimo nella fase di inserimento è soprattutto il fornire al bambino la figura dell’educatrice di riferimento in modo che possa capire chi si prenderà cura di lui e chi lo conterrà nei momenti di sconforto visto che la mamma non ci sarà.

Bisogna sempre affrontare con fermezza e calma quelle che sono le difficoltà che un inserimento comporta. La mamma deve essere la prima a sentirsi pronta nel separarsi dal bambino affinché lui possa accettare questa esperienza. 

Per ulteriori informazioni rivolgersi a Dottoressa Chiara Patruno cell. 3472439780