Lo svezzamento: tappa importantissima

Lo svezzamento è una tappa importantissima, un grande cambiamento e deve essere affrontato in modo semplice e graduale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il neonato può tranquillamente nutrirsi con il latte materno, laddove naturalmente, sia sufficientemente nutriente e capace di coprire tutti i pasti del bambino.

L’allattamento è il modo per dare al bambino nutrimento e sicurezza, rappresenta un riferimento affettivo rilevante per l’acquisizione dell’autonomia. Se la madre lo desidera, l’allattamento al seno può quindi continuare dal secondo semestre di vita fino al secondo anno e anche oltre.

Spesso alcuni bambini hanno l’abitudine di addormentarsi al seno durante l’allattamento: i bambini percepiscono calore, conforto e sicurezza accanto alla mamma, e l’allattamento, in particolar modo la suzione, li rilassa fino a farli addormentare sereni.

Dal sesto mese di vita compiuto si inizia con lo svezzamento, ossia con l’integrazione di cibi solidi e semi solidi, biscotti, frutta, pappe, minestrine,  all’alimentazione con solo latte materno ( Ministero della Salute ).

Questo cambiamento tende a far preoccupare i genitori e soprattutto le mamme che hanno la necessità di allontanarsi dai loro bambini, per impegni lavorativi o per l’inserimento al nido.

Le classiche domande che una mamma si porrà saranno quindi: Come si addormenterà senza di me? Senza l’allattamento come farà a rilassarsi? Cosa mangerà?

È importante ricordare che i tempi ed i modi in cui si attua lo svezzamento dipendono in gran parte da ragioni personali, familiari e culturali.

E’ utile elaborare un piano di svezzamento personalizzato da attuare sia in famiglia sia all’asilo nido. In altre parole, il piano di svezzamento solitamente adottato nel nido diventerà un vademecum per le famiglie.

Di seguito si allegano tre modelli di CALENDARIO PER LO SVEZZAMENTO

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Indicazioni da seguire secondo il Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna.

E’ molto importante saper riconoscere e rispettare i segnali di fame, sazietà e la capacità di autoregolazione del bambino, favorendo la sua autonomia nel mangiare.

È bene mantenere orari regolari seguendo una dieta equilibrata e varia: il bambino apprende buone abitudini attraverso l’imitazione dei comportamenti degli adulti di riferimento.

Svezzare il proprio bambino può essere un’occasione per migliorare le abitudini alimentari di tutta la famiglia.

È consigliabile che fin dall’inizio il bambino venga messo a tavola con gli altri bambini.

Ben presto mostrerà la sua curiosità rispetto al cibo che è in tavola tentando di afferrarlo o indicandolo con lo sguardo o con le mani; questa curiosità va soddisfatta con piccoli assaggi.

Se all’inizio il bambino rifiuta il cibo o ne assume solo piccole quantità non ci si deve scoraggiare e non si deve forzarlo: si tratta di un processo di adattamento e di apprendimento che può richiedere tempi diversi per ciascun bambino.

E’ utile riproporre più volte l’alimento rifiutato, facendo passare un po’ di tempo, senza forzature o espedienti.

In assenza di condizionamenti, così come succede durante l’allattamento, il lattante è in grado di autoregolarsi per ciò che riguarda la quantità di cibo che gli è necessaria.

INDICAZIONI DIVEZZAMENTO AL NIDO SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA ROMAGNA GIUGNO 2017 (file da scaricare) 

Indicazioni divezzamento nido

Regole per un buon inserimento al nido

 

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La prima cosa importante da fare è parlare e verbalizzare cioè dire al bambino cosa sta per affrontare: domani inizierà l’asilo, ci saranno tanti bimbi e tanti giochi, ti divertirai, preannunciandogli l’eventoSpiegargli con parole semplici cosa farà al nido, ponendo l’accento sulle attività più belle che lo aspettano, ma non trascorrere ore a convincerlo.

E’ consigliabile in questa fase mostrarsi contenti, felici e pieni d’entusiasmo per questa nuova esperienza, anche se dentro di noi non è proprio così. Una cosa fondamentale, che molti genitori non sanno e non fanno, è il saluto. Al momento del distacco bisogna salutare il proprio bambino: la mamma va a fare la spesa poi torna. L’importante è far capire al proprio figlio che la mamma non sparisce. Il bambino può vedere la mamma e il papà che vanno via, sapendo che poi torneranno.

Successivamente dovrete trasmettere serenità, tranquillità e fiducia: la mamma va al lavoro, poi torna a prenderti. Rassicurare il bambino dicendogli che la mamma o il papà andranno a riprenderlo dopo la pappa o dopo le ninne lo tranquillizzerà. E’ preferibile comunicare al bambino un momento preciso della sua routine quotidiana in cui andrete a riprenderlo in modo tale da rendere meno pesante l’attesa.

Dargli un oggetto che può portare da casa, come il suo giochino preferito. Rappresenta un oggetto di continuità tra casa e scuola, oppure dagli un braccialetto, una foto; lasciare che il bambino porti con sé il suo giocattolo preferito, lo aiuterà a sentirsi al sicuro; crea un piccolo rito collegato allo stare al nido.

Dare fiducia al bambino significa essere certi che è in grado di superare un momento difficile. Anche se il bambino mostra segni di sofferenza, si lagna piange e non vuole andare bisogna  offrirgli tutto il nostro sostegno senza però cedere ad ogni suo capriccio. Il bambino non deve sentirsi abbandonato. Comprendetelo e fategli capire che a volte, quando si sta per superare un momento difficile, si piange.

Avere fiducia del nido e delle educatrici è importantissimo: più voi avrete fiducia dell’ambiente circostante e delle persone che ci lavorano, più il vostro bambino si sentirà sicuro in un posto sicuro. All’uscita quando tornerete a riprenderlo entrate sorridenti e allegre, rassicurate subito vostro figlio, ditegli che tornerete sempre, che gli volete bene.

Dare spazio al papà che deve essere coinvolto nell’inserimento. In genere i papà hanno meno difficoltà a lasciare i bambini e per i bambini è più facile salutare il papà che non la mamma. Il papà ha un ruolo estremamente importante: aiutare la mamma a staccarsi dal bambino, superando insieme l’inserimento al nido. Una buona idea è quella di essere presenti entrambi durante l’inserimento per facilitare il momento del distacco con il genitore.

Comunicare spesso e con regolarità con le educatrici per imparare a fidarsi di loro. Se il bambino si accorge che la mamma ed il papà si fidano delle educatrici rimarrà più serenamente al nido. Anche le educatrici hanno un compito molto delicato poichè devono fare in modo che la famiglia e il bambino si fidino di loro. Per raggiungere questo obiettivo devono avere un atteggiamento accogliente, nei confronti del bambino ma anche dei genitori. Lo scambio di informazioni tra genitori ed educatrici deve continuare anche dopo l’inserimento.

Ricordiamo inoltre che seppure il genitore conosce il proprio bambino, ogni bimbo a suo modo è diverso da un altro, ha i suoi ritmi e necessita di un periodo di tempo e di spazio per inserirsi al nido.

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