Cosa fare con i bambini al tempo del CoronaVirus! #ANDRA’TUTTOBENE

Oggi i bambini hanno la vita scandita da mille attività organizzate: piscina, karate, pittura e catechismo. I bimbi, soprattutto quelli in età scolare e gli adolescenti, hanno una vita sempre più densa di impegni e passano gran parte della giornata fuori casa: tutta la mattina a scuola e a volte anche il pomeriggio, poi al parco giochi a giocare, a fare sport in palestra, a fare i compiti a casa del compagno, a studiare in biblioteca.

Per loro,  stare in casa un pomeriggio, a godersi i propri spazi con la mamma e il papà, senza fretta e in pigiama, può essere fantastico.


Tra tutti questi impegni capita che i momenti che i genitori potrebbero trascorre a casa con i propri bambini si riducano alle ore dei pasti, un po’ troppo brevi per poter fare qualcosa di divertente e creativo insieme.

Ci sono però delle attività e delle idee propositive per trascorrere serenamente il tempo a casa con i bambini, in questo momento di restrizioni molto importanti che impattano sulla nostra quotidianità ma che sono necessarie per evitare il dilagarsi del CoronaVirus e per tornare presto alla normalità.

Non è sempre necessario organizzare cose speciali per intrattenere i bambini. Né tanto meno servono attrezzature speciali, animatori, clown e macchine dello zucchero filato per organizzare un pomeriggio insieme.

La televisione non può essere l’unica soluzione per far trascorrere le giornate ai bambini che sono costretti a passarle in casa. Servono solo fantasia, qualche idea di merenda che piace ai bambini, e qualche semplice oggetto: i giochi da fare in casa sono moltissimi e divertenti:

  • Creare la scatola dei travestimenti, utilizzare parrucche e vecchi vestiti con oggetti vari con l’imitazione e il gioco il bambino impara comportamenti e regole sociali diverse. 
  • Creare una scatola delle sorprese, potreste riempire uno scatolone di merendine, film, libri da colorare, figurine, libri illustrati, giocattoli, lavoretti da fare.
  • Giocare con i numeri, si tira un dado e si disegnano tanti soggetti quanto sono i numeri usciti.
  • Fare il gioco dei travasi, sul tavolo della cucina, disponi delle ciotole contenenti ceci, pastina, lenticchie, farina. Dai al bambino una piccola tazza o un cucchiaio e incoraggialo a travasare i diversi materiali dalla ciotola piena a una ciotola vuota.
  • Insegnare delle canzoni ai bambini, i bambini adorano cantare, potete insegnargli  La Vecchia Fattoria, Il Coccodrillo Come Fa e tante altre.
  • Lavorare sulle emozioni. Oggi mi sento… si fa il disegno e poi si racconta alla mamma il significato
  • Creare il telaio Montessori come abbottonare una camicia, aprire e chiudere una zip, allacciare le scarpe.
  • Fare nascondino da seduti, nascondere un oggetto nella stanza in un armadio, dentro un vaso, su una mensola.  Il bambino deve trovarlo
  • Leggere una storia e poi dividere il foglio in 4 per dividere in altrettante sequenze il racconto.
  • Piantare un albero, se avete un giardino è l’ideale, ma può bastare anche un terrazzo, un balcone o un davanzale.
  • Prendere la mira e tirare, farsi aiutare dal bambino a disegnare degli anelli di cartone rigido, e dipingeteli insieme di colori differenti.
  • Fare giochi di ruoli: i partecipanti fingono di essere qualcun altro. Potete così creare botteghe di parrucchiere, bancarelle di mercato e persino classi a scuola.
  • Fare una gara delle facce buffe e fotografarsi con la macchina fotografica, ti darà la percezione di come si è.
  • Fare un puzzle, un’attività semplice e silenziosa, che i bambini possono svolgere anche da soli.
  • Fare giochi con carta e penna, giochi tranquilli, prima del bacio della buonanotte: tris, battaglia navale, l’impiccato, fiori frutta e animali, nomi cose e città.
  • Giocare a Un-due-tre-stella, un grande classico dei giochi divertenti da fare con i bambini, adatto anche agli spazi interni.
  • Costruire delle cornicette a piacere, pensando a quelle che si realizzavano a scuola.
  • Camminare sul filo, ma sul pavimento del corridoio: il filo è dello scotch colorato.
  • Fare giochi da tavolo Monopoli, Risiko, Scarabeo, Taboo. Ma anche gli scacchi o la dama.
  • Creare origami, l’origami, l’arte giapponese di costruire modellini piegando fogli colorati è un’attività per molti davvero entusiasmante. 

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

DSA

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano un gruppo di disabilità in cui si presentano significative difficoltà nell’acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo.

La principale caratteristica di questa categoria è proprio la “specificità”, ovvero il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Ciò significa che per avere una diagnosi di dislessia, il bambino non deve presentare deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensoriali o neurologici.

La Dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente. Il bambino, all’inizio del percorso di scolarizzazione, mostra difficoltà a riconoscere le lettere dell’alfabeto, a fissare la corrispondenza fra segni grafici e suoni e ad automatizzare tale processo di conversione. Tale difficoltà si ripercuote sull’apprendimento scolastico e sulle attività di vita quotidiana che richiedono la lettura di testi scritti

La Disortografia è un disturbo specifico che riguarda la componente costruttiva della scrittura, legata quindi agli aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico. Il bambino con disortografia presenta una difficoltà nell’applicare le regole di conversione dal suono alla parola scritta e quindi a riconoscere i suoni che compongono la parola, a individuare le regolarità o irregolarità ortografiche e a individuare il corretto ordine con cui questi elementi si compongono.

La Disgrafia riguarda la componente esecutiva, grafo-motoria (scrittura poco leggibile); si riferisce alla difficoltà di scrivere in modo fluido, veloce ed efficace. Il bambino con disgrafia può presentare una cattiva impugnatura della penna o matita, poca capacità di utilizzare lo spazio nel foglio, difficoltà nel produrre forme geometriche e nella copia di immagini, alternanza tra macro e micrografia.

La Discalculia riguarda la difficoltà a comprendere ed operare con i numeri e la difficoltà automatizzare alcuni compiti numerici e di calcolo. Il bambino discalculico può presentare difficoltà nella cognizione numerica (meccanismi di quantificazione, seriazione, comparazione, capire il valore posizionale delle cifre, associazione numero quantità, eseguire calcoli a mente) nelle procedure esecutive (lettura, scrittura, messa in colonna dei numeri) e di calcolo (recuperare i risultati delle tabelline, recupero dei fatti numerici e algoritmo del calcolo scritto.

Si tratta dunque di disturbi distinti ciascuno con una propria fisionomia ma che spesso nella pratica clinica risultano spesso associati fra loro.

La diagnosi di dislessia, disgrafia e disortografia, di discalculia, viene fatta in seguito ai risultati di test specifici volti ad accertare lo stato degli apprendimenti delle abilità strumentali, il funzionamento cognitivo, neuropsicologico ed emotivo.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) costituiscono una delle patologie più frequentemente inviate ai servizi del territorio. La prevalenza nella popolazione italiana è stimata tra l’2,5% ed il 3,5% (ISS, 2011). La rilevanza dell’argomento è dovuta oltre che alla sua alta prevalenza, anche alle conseguenze che questi disturbi determinano a livello individuale, traducendosi spesso in abbassamento del livello scolastico conseguito e conseguente riduzione della realizzazione delle proprie potenzialità sociali e lavorative.

I disturbi specifici dell’apprendimento comportano la non autosufficienza durante il percorso scolastico in quanto interessano nella maggior parte dei casi le attività di lettura, scrittura e calcolo.

I DSA affliggono bambini e ragazzi che in genere non hanno disabilità o difficoltà particolari, ma possono rendere loro difficile la vita a scuola, se non vengono aiutati nella maniera corretta.
Attualmente i bambini e i ragazzi affetti da DSA non hanno diritto all’insegnante di sostegno. Hanno però diritto, grazie alla Legge 170/10, a strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo (sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice) e a misure dispensative, per permettere loro di sostituire alcuni tipi di prove valutative con altre equipollenti più adatte.

Demoralizzazione, scarsa autostima, e deficit nelle capacità sociali possono essere associati ai Disturbi dell’Apprendimento. La percentuale di bambini o adolescenti con Disturbi dell’Apprendimento che abbandonano la scuola è stimata intorno al 40% (o circa 1,5 volte in più rispetto alla media). Gli adulti con Disturbi dell’Apprendimento possono avere notevoli difficoltà nel lavoro o nell’adattamento sociale. Molti soggetti (10-25%) con Disturbo della Condotta, Disturbo Oppositivo Provocatorio, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Disturbo Depressivo Maggiore, o Disturbo Distimico, sono affetti anche da Disturbi dell’Apprendimento.

Certi comportamenti ed atteggiamenti possono essere considerati come spie della presenza di DAS. Alcuni di questi sono facilmente evidenziabili dai genitori, soprattutto in età prescolare. Altri, invece, possono essere più efficacemente identificati dagli insegnanti.

 

Segnali evidenziabili in età prescolare

  • ritardo nella comparsa del linguaggio;
  • problemi di pronuncia;
  • vocabolario limitato per l’età;
  • difficoltà ad imparare l’alfabeto, i giorni della settimana, i colori, le forme ed i numeri;
  • iperattività e distraibilità estreme;
  • grosse difficoltà nell’interazione con i coetanei;
  • difficoltà di orientamento spaziale (confusione tra destra e sinistra);
  • ritardo nell’acquisizione di abilità motorie fini (allacciarsi le scarpe o usare le forbici).

 

Segnali  evidenziabili in età scolare  (3-6 anni)

  • difficoltà ad abbinare le lettere ai suoni;
  • pause frequenti ed errori (per esempio, scambio di lettere “b” con “d” o “q” con “p”) durante la lettura ad alta voce;
  • errori nella lettura di numeri a due o più cifre, invertendo l’ordine (per esempio, 21 viene letto 12);
  • confusione tra i simboli aritmetici;
  • lentezza nell’apprendere cose nuove;
  • lentezza nella memorizzazione;
  • impulsività e difficoltà a pianificare le proprie attività;
  • impugnatura goffa della penna;
  • difficoltà a percepire i rapporti temporali (confusione tra ieri e domani);
  • scarso coordinamento motorio e goffaggine.

 

Segnali  evidenziabili in  età scolare (7-10 anni)

  • difficoltà ad imparare prefissi e suffissi;
  • riluttanza a leggere ad alta voce;
  • difficoltà a capire i problemi di matematica;
  • calligrafia caotica ed incomprensibile;
  • riluttanza ad eseguiere compiti scritti;
  • scarsa capacità di ricordare gli avvenimenti;
  • incapacità a ripetere correttamente una storia, non rispettando l’ordine temporale degli avvenimenti;
  • estrema difficoltà a fare amicizia con i coetanei;
  • difficoltà a rispettare il proprio turno durante una conversazione o durante un gioco;
  • difficoltà a capire gli scherzi e le barzellette.

La presenza e, soprattutto, la persistenza di alcuni tra i segnali sopra elencati, deve indurre a sospettare l’esistenza di un DAS.