La fine dell’anno scolastico, il SALUTO che non c’è

La fine dell’anno scolastico, il SALUTO che non c’è

Stiamo vivendo la più grande difficoltà sociale dei nostri tempi e le condizioni nelle quali stanno lavorando le scuole sono del tutto straordinarie e fuori da ogni possibile previsione.

La scuola però non può fermarsi. Oggi, il bisogno di normalità dei bambini e dei ragazzi ha incontrato la tecnologia creando momenti di scuola alternativa e si è riusciti a connettere alunni, professori, insegnanti, genitori colpiti dall’emergenza COVID-19.

La scuola sta andando avanti lo stesso anche se in forme diverse perchè la speranza è che possa rappresentare sempre la prima fonte di cambiamento e di trasformazione in una società soggetta ad una grande sofferenza.

Nella scuola l’allievo insieme all’insegnante progrediscono impegnandosi  in un percorso di apprendimento e ad oggi, in questo momento così particolarmente diverso, ogni bambino deve continuare a fare quello che rende speciale la sua tenera età, ovvero essere protagonista attivo di quel grande motore d’energia positiva che si chiama scuola.

Ma come finirà quest’anno scolastico? Mancheranno dei riti di passaggio e i saluti finali

Le visite alla scuola primaria dei bambini dell’ultimo anno della materna, che, con qualche mese di anticipo, prendono contatto con la “nuova scuola” e conoscono le insegnanti non ci sarà.

Le visite alla scuola per il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla primaria e da questa alla secondaria di primo grado non ci saranno. 

I ragazzi di quinta elementare e di terza media escono dal percorso senza vedere più i loro compagni e i loro insegnanti, i bambini non possono chiudere l’anno scolastico emozionandosi e chiudendo un ciclo.

Salutare le maestre e visitare la nuova scuola sono tutti momenti che quest’anno non si potranno fare, ma c’è bisogno di celebrare questi momenti di passaggio.

Tra le “cose perdute” nell’emergenza CORONAVIRUS ritroviamo questi fondamentali riti  che contraddistinguono la crescita di bambini e ragazzi. C’è bisogno di progettare situazioni di saluto, consegna di materiali che portino a conclusione il percorso del gruppo, momenti di transizione a giugno o nel corso dell’estate o a settembre che possano far sentire che la scuola esiste e che non è stato un anno solo sognato.

Soprattutto per i bambini più piccoli, l’insegnante potrà creare un saluto personalizzato, su misura per ciascun alunno. Perché è importante che ogni bambino si senta salutato dagli insegnanti, ma è altrettanto importante che ciascun ragazzo possa a sua volta salutare. Il genitore potrà aiutare il proprio bambino a creare il suo saluto particolare, emozionandosi e dando spazio alle sensazioni condivise.

Bisogna poi riprogettare il mese di settembre, preparare i ragazzi alla scuola della vita, riallineare gli apprendimenti per tutti con attività speciali, lavori per piccoli gruppi, in modo da promuovere il recupero di una normalità che oggi sembra lontana.