Ansia e fobia scolastica

Little Miao go to school

La Fobia Scolastica è un disturbo spesso presente in alcuni bambini o adolescenti in cui il disturbo di ansia e di paura ad andare a o restare a scuola diviene talmente evidente da compromettere in modo significativo la vita scolastica e la regolare frequenza dell’alunno.

Questa paura spesso immotivata della scuola si caratterizza per una forte ansia, a volte unita a degli attacchi di panico legati alla presenza dell’ambiente scolastico. Il rifiuto della scuola è la prima manifestazione che l’adolescente evidenzia e che compromette spesso la sua carriera scolastica. L’ansia eccessiva diviene invalidante per alcuni ragazzi e compromette lo svilupparsi di relazioni amicali sane e mette a rischio isolamento l’adolescente, alterando il suo normale ciclo vitale.
Le conseguenze spesso evidenti nei ragazzi possono riguardare lo sviluppo emotivo, sociale, scolastico e relazionale.

L’ ansia scolastica nasce talvolta dal normale desiderio di essere amati e stimati e dalla paura di essere rifiutati. Essa nasconde la paura dell’insuccesso scolastico, del giudizio negativo dei genitori e degli insegnanti e il timore di non essere capaci di superare la prova che si deve affrontare, come ad esempio l’esame di terza media o l’esame di maturità.

L’ansia da prestazione scolastica si manifesta, a livello psicologico-comportamentale attraverso una serie di sintomi: pianti inconsolabili, tremori e tachicardia, mente offuscata e smarrimento, crisi di panico all’ingresso della classe o prima di partire da casa per andare a scuola; spesso questi disturbi si trasformano in manifestazioni psicosomatiche quali: frequenti mal di testa, mal di pancia vomito e febbre,  Molti genitori insieme ai loro bambini e adolescenti giungono in terapia in età scolare raggiungendo dei picchi in alcuni momenti cruciali del percorso scolastico: tra i 5 e i 7 anni all’inizio della scuola primaria, tra i 10 e gli 11 anni con l’inizio della scuola secondaria di primo grado, tra i 13 e i 14 anni con l’inizio della scuola secondaria di secondo grado.

Spesso le cause dell’ansia scolastica possono essere riconducibili ad altre variabili come: l’ansia da separazione dai genitori nei più piccoli, la paura di episodi di bullismo in classe o a scuola nei più grandi, il timore dell’insegnante soprattutto durante la scuola di secondo grado e le superiori, il timore di avere brutti voti e il conseguente timore di non essere all’altezza delle aspettative genitoriali. Il bambino o il ragazzo manifesta ai genitori una sensazione angosciosa come se qualcosa di terribile stia per accadere, sia essa una disgrazia o una malattia, che possa colpire lui o le persone a lui più care, spesso sono i genitori. Il bambino ha difficoltà a descrivere ciò che realmente pensa o prova e per questo avverte sempre più angoscia. 

Un intervento efficace e tempestivo è di fondamentale importanza per prevenire o curare l’ansia e gli attacchi di panico a scuola, risulta infatti  palese come problematiche del genere  possono compromettere seriamente la qualità della vita in una delle fasi più delicate del ciclo di vita qual è l’adolescenza.  La cura migliore è, come sempre, la prevenzione intesa come ricerca di segni o sintomi presenti nell’adolescente che possono degenerare in veri e propri quadri clinici,: in questa  ottica, risulta di fondamentale importanza la collaborazione  tra scuola e famiglia.

Psiche e allergie alimentari

La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia”.
Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia, 1862.

Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco, nel 1800 affermava che  “L’uomo è ciò che mangia”. I primi studi sui disturbi legati all’atto di ingerire cibo sono molto antiche. Ippocrate, nel 400 a. C. aveva notato gli effetti negativi dovuti all’ingestione di latte di mucca “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo“. Tuttavia, le reazioni avverse al cibo costituiscono ancora una delle aree più controverse della medicina dei nostri tempi. Oggi  con il fenomeno dell’industrializzazione e della diffusione del cibo su scala internazionale, si è giunti al fenomeno della manipolazione alimentare, e della crescita di prodotti alterati geneticamente.

Ad oggi le allergie e le intolleranze alimentari sono in notevole aumento nella popolazione mondiale. Secondo quanto pubblicato dalla World Allergy Organization, nel 2004 il 2,5% della popolazione mondiale era affetto da allergie alimentari e di questo, il 2% era composto da adulti. Sempre di più ascoltiamo persone che si chiedono: Siamo diventati tutti intolleranti agli alimenti ? Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il 7,5-8% dei bambini e il 2% della popolazione adulta soffre di intolleranze, che si manifestano con dolori addominali, crampi, diarrea o vomito, pancia gonfia. È un disturbo che si presenta soprattutto dopo i pasti. La causa può essere rintracciata nell’ipersensibilità nei confronti di alcuni alimenti, ed è chiamata intolleranza o allergia alimentare. L’organismo, in presenza di alcun cibi, come il glutine del grano, il lattosio del latte e il lievito, reagisce scatenando prima un’infiammazione e poi un gonfiore, in alcuni casi sovrappeso e/o dimagrimento eccessivo.

Il numero crescente di persone affette da intolleranze alimentari è sicuramente dovuto ai cambiamenti avvenuti negli ultimi dieci anni nelle abitudini alimentari. Ma le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo. Si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Le intolleranze sono più comuni delle allergie.

Vari studi hanno dimostrato l’esistenza di una stretta connessione tra corpo e mente, in particolare tra mente e intestino, Uno stile di vita errato, conduce al manifestrasi di disfunzioni gastro-intestinali (gastriti, coliti, stress) che, a loro volta, sono preparatorie per l’emergere delle intolleranze. Ad esempio i disturbi gastrici segnalano l’abitudine a inghiottire anche le cose che non vanno, come se lo stomaco fosse costretto a una digestione della rabbia, collegando il rifiuto di un cibo da parte dell’organismo ad emozioni e disagi di natura psicologica che trovano il suo fondamento scientifico anche nella Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia. Tra mente, intestino e alimentazione esiste quindi un dialogo diretto e continuo. Anzi, gli studiosi ritengono che il sistema ga­stroenterico sia dotato di un cervello che produce sostanze psicoattive come oppiacei, antidolorifici, calmanti e ben il 95% della serotonina, ormone essenziale per la regolazione del sonno, dell’umore, della sessualità e anche dell’appetito.

Se è vero che una delle cause dell’ intolleranza alimentare può avere la sua origine nella mente allora un sostegno psicologico dopo la diagnosi può essere di supporto nell’accompagnare l’individuo, per la gestione e la regolazione delle sue emozioni, per l’elaborazione dei cambiamenti di vita e per mantenere un’autostima ed un tono dell’umore positivi. Nel caso di una diagnosi ad un minore, è molto utile una consulenza con i genitori per la comunicazione al bambino delle nuove regole/abitudini alimentari e per comprendere la sua percezione di tale evento.

Si segnalano di seguito

dei siti che posso essere utili per il reperimento di informazioni:

https://www.saperesalute.it/intolleranze-alimentari

http://www.epicentro.iss.it/problemi/intolleranze/intolleranze.asp

https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/intolleranze-alimentari-come-riconoscerle

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1460&area=nutrizione&menu=patologie

http://www.eurosalus.com/intolleranze-alimentari